Monti Ascensori

20/04/2010
Sicurezza ascensori, illegittime le verifiche straordinarie

Diventano meno stringenti i controlli sulla sicurezza del parco ascensori. È una conseguenza della sentenza 5413/2010, emanata dal Tar Lazio il primo aprile scorso dopo il ricorso di Confedilizia per l’annullamento del DM 23 luglio 2009. La pronuncia lascia scontento il Ministero dello Sviluppo Economico, che ha annunciato la sua impugnazione.
Il Decreto imponeva una verifica straordinaria sugli ascensori installati e messi in esercizio prima dell’entrata in vigore del Dpr 162/1999, varato per la ricezione della Direttiva 95/16/CE.
 
In base al DM i controlli sarebbero stati impellenti per gli impianti più vecchi, come quelli entrati in funzione prima del 15 novembre 1964, da verificare entro il 31 agosto 2011. Il check up avrebbe invece potuto protrarsi fino al 2013 per gli ascensori più moderni (Leggi Tutto).
 
Il Tar Lazio ha accolto il ricorso di Confedilizia giudicando il provvedimento ministeriale illegittimo sotto tutti i profili. Contestato soprattutto il riferimento alla raccomandazione della Commissione Europea, che invitava gli Stati membri a migliorare la sicurezza degli impianti in esercizio.
 
Il Tribunale amministrativo ha spiegato che le raccomandazioni non costituiscono fonte di legge dal momento che non hanno carattere imperativo. La Direttiva europea, inoltre, spiega i suoi effetti sulla commercializzazione e messa in servizio degli impianti a partire dal 30 giugno 2009, lasciando alla legislazione statale la competenza di regolare i casi precedenti.
 
Criticata anche la mancata consultazione del Consiglio di Stato e il costo delle procedure di controllo, già sottolineate da Confedilizia, che imponevano ai condomini verifiche straordinarie oltre a quelle biennali di routine.
 
La sentenza è stata criticata da Anacam, Associazione nazionale delle imprese di costruzione e manutenzione degli ascensori, che ha accusato di non garantire misure più efficaci per la sicurezza solo a causa di un vizio di forma.
 
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha annunciato l’impugnazione della sentenza davanti al Consiglio di Stato spiegando che, oltre a recepire un orientamento europeo, il decreto costituisce una misura di responsabilità a sostegno della sicurezza. Discordanza anche sui costi delle verifiche straordinarie, che sarebbero più basse rispetto ai 6 miliardi denunciati da Confedilizia.

07/04/2010 www.edilportale.com